scopa e democrazia

Ieri ero da Vezio, al bar, abbiamo giocato a carte, sul tavolo di pietra.
E' forse l'unico posto dove, mentre giochi a scopa, ti metti a parlare di democrazia con uno che passa di la', ed intanto commenti l'ultimo derby.
Esiste la democrazia? Ricordiamo che la democrazia, quella del demos, dei cittadini, è nata in una Grecia dove lo stato era la polis. Chi eleggeva un rappresentante, vedeva sulla sua pelle gli effetti della sua opera di governo, ed il "controllo" poteva essere immediato e diffuso.
Oggi, vai a votare un candidato che non hai scelto tu, o comunque la tua comunità, per un'assemblea dove è chiamato a ratificare - per disciplina di partito - decisioni che ha preso un ristretto gruppo di governanti - che tu non hai eletto - e non è molto facile capire quale effetto queste decisioni hanno sulla tua vita.
Mentre parlavo, ho chiesto ad una ragazza di controllare se qualcuno si era fregato la mia bicicletta, fuori. E' che quando vai da Vezio, ti sembra brutto chiuderla col lucchetto - non so perché. Me ne hanno già presa una - non da Vezio però - neanche quella era chiusa. Spero almeno che chi l'ha fregata ne avesse veramente bisogno.
La mia non è una negazione del valore della democrazia oggi, ma una semplice constatazione: discutiamo spesso di uno strumento, che non è più lo stesso. La realtà non corrisponde all'immagine idealizzata che ne abbiamo. D'altronde gli ideali li dobbiamo tenere stretti, sono come i coglioni: se li tagli, se te ne privi, non sei più un hombre. Ripenso alla discussione fra Robert e Pablo che ci ha raccontato Hemingway in "For Whom The Bell Tolls" (se la memoria non mi inganna), una delle tante discussioni.
C'è qualcosa di simile fra il bar e la tettoia, anche se Vezio è molto diverso dal nonno. anche dal nonno c'è il tavolo di pietra, ma sta in cucina; forse sono le vecchie mura delle case di Roma, anche se queste al Lungotevere di Tor di Nona sono probabilmente ancora più vecchie di quelle della casa del nonno.
E' poi - diceva il mio interlocutore - mancano gli statisti, mancano i "grandi uomini". E' vero, e senza grandi uomini, la politica diventa il regno delle lobby, dei piccoli interessi, delle manovre.
Qui, nel bar, ti consoli con le foto di tanti uomini, le loro scritte, gli autografi, ti rendi conto che esistevano!.
