mi ci ha portato Sara
... dopo qualche giorno che ci eravamo conosciuti.E' incredibile quanti angoli diversi ha Roma. E' quella tettoia stava davanti ad una di quelle casette di campagna, con l'intonaco scrostato, circondata dai prati incolti, vicino all'Appia Antica, verso Torricola.
In queste giornate grigie, anche l'erba ha un colore duro, freddo. La plastica ondulata sopra la tettoia, su cui sgocciola rumorosamente la pioggia, toglie la luce.
E' passata davanti a casa mia col motorino, poi abbiamo proseguito in macchina, per non farla bagnare di piu'.
L'Ardeatina è il solito fiume di traffico: la maggior parte delle facce sono rassegnate, forse neanche si rendono più conto del tempo che passano in quella coda inesauribile. Alcuni sono incazzati, reagiscono, scalpitano.
L'incrocio con via Millevoi è il solito intrico di macchine, che si superano in tre, quattro, cinque, sei file, come cavallette, per passare dall'incrocio alla coda.
Chi devono ringraziare? Forse qualche amministrazione, che continua a far costruire case fuori dal raccordo, e poi lascia le strade immutate, come le faceva mio padre, forse mio nonno. Non so se è colpa del Comune, del Municipio, della Regione, non so nemmeno se c'è una colpa.
Ma se si fanno le valutazioni di impatto ambientale per un'opera pubblica, perché non si fanno prima di costruire una casa:
- queste persone che abiteranno qui dove andranno a lavorare?
- Quali mezzi pubblici hanno a disposizione?
- Quali strade ci sono?
- Quanto traffico sopportano?
E' vero che non è solo il traffico a dare la qualità di una città, ma delle persone che si comprano casa in periferia generalmente sono abbastanza giovani da andare a lavorare, quindi devono spostarsi, portare i figli a scuola.
Non mi sembra che possiamo vantarci di guardare al futuro, quando non sappiamo sviluppare armonicamente solo il presente.
